STUDIO LEGALE
SCAFETTA

Genitori separati e dislessia del bambino

itervista dell'avv. Scafetta
di Annalisa Reale

Simone ha 12 anni, frequenta la prima media …. per la seconda volta.

L’anno scorso il suo rendimento scolastico risultava piuttosto basso, soprattutto nelle seguenti materie curriculari: italiano, matematica ed inglese.

I professori, seguendo le Linee guida in materia di Dsa, hanno segnalato le difficoltà del loro alunno alla famiglia di Simone. I genitori di Simone si separarono dieci anni fa, concordando una separazione consensuale che nel corso degli anni è risultata molto conflittuale.

Quando la Dirigente convocò i genitori, il papà di Simone si dimostrò subito restio nell’effettuare una valutazione neuropsicologica atta ad indagare la presenza o meno di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Su consiglio della Dirigente, della Referente Dsa della scuola e della Psicologa, la mamma ha iniziato il percorso valutativo, addebitando a se stessa l’intero costo della valutazione. Circa il 5% dei bambini  in età scolare presentano uno o più Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) – comunemente conosciuti con il nome di: Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Difficoltà di comprensione del testo e Discalculia.

Tali disturbi implicano una difficoltà nell’acquisizione e nell’automatizzazione delle abilità di  lettura, scrittura e calcolo. Un alunno che non ha ricevuto una Diagnosi di DSA, può manifestare significative difficoltà all’interno del proprio percorso scolastico, secondariamente, potrebbero venir compromessi anche il suo sviluppo emotivo e la costruzione di un’ adeguato senso di efficacia personale.

Il neuropsichiatra e lo psicologo possono svolgere una valutazione neuropsicologica, volta a compiere una diagnosi di dislessia, a partire dalla fine della seconda elementare in poi. I test sono “carta matita”, quindi non sono invasivi e possono essere effettuati presso il Dipartimento Materno Infantile della Asl o degli Ospedali pediatrici di zona.

Al termine della valutazione, qualora venisse redatta la Diagnosi di Dislessia, l’alunno usufruirebbe delle misure dispensative e degli strumenti compensativi inclusi nella Legge 170/2010. In tal senso, la scuola sarà obbligata a scrivere il P.D.P., ovvero il Piano Didattico Personalizzato, nel quale saranno riportate le misure dispensative e gli strumenti compensativi più adeguati al profilo neuropsicologico dell’alunno (Art.5 Decreto attuativo 5669,Legge 170/2010).

Avvenuta la diagnosi, si consiglia ai genitori di adottare un atteggiamento pedagogico incoraggiante e rassicurante, teso a rafforzare l’autoefficacia attraverso la gratificazione dei risultati positivi, anche minimi, soprattutto se frutto dell’impegno del bambino.

Dott.ssa Annalisa Reale
Psicologa e Psicoterapeuta

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