STUDIO LEGALE
SCAFETTA

La beffa del 730 precompilato

itervista dell'avv. Scafetta
di Michela Scafetta

"Il fisco ti aiuta a svolgere i tuoi adempimenti".

Ecco lo slogan con cui il Governo ci presenta la novità del 730 precompilato. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo imparato a cercare il tranello in tutti i proclami della politica e, puntualmente, l’abbiamo trovato anche in questo. Vediamo di che si tratta.

Leggiamo sul sito dell’Agenzia delle Entrate che, a partire dal 2015, sarà a disposizione dei lavoratori dipendenti e pensionati la dichiarazione dei redditi già compilata sulla base delle informazioni disponibili in Anagrafe Tributaria. Il modello può essere accettato così com’è oppure modificato e/o integrato prima dell’invio.

In effetti il 730 precompilato riporta i redditi ma tralascia la maggior parte delle spese detraibili, in particolar modo quelle sanitarie (che per molte persone rappresentano la detrazione più importante).

È vero, il modello precompilato, qualora accettato così come ci arriva, non è sottoposto al controllo dell’Agenzia delle Entrate. Diversamente, chi deve scaricare spese importanti non incluse dal precompilato, è costretto a ricorrere al commercialista o a provvedere personalmente alla rettifica.

In questo caso la denuncia dei redditi sarà sottoposta ai tutti i controlli di rito.

La novità vera, quella non pubblicizzata, è il clamoroso aumento delle sanzioni in caso di errore nella compilazione. Tale aumento, insieme all’ulteriore complicazione delle istruzioni, contribuisce a rendere l’integrazione del 730 precompilato, un’impresa ad alto rischio.

Ovviamente un rischio maggiore determina un aumento dei costi di consulenza del commercialista, direttamente responsabile per eventuali errori. Se invece si decide di fare da sé, ci si espone direttamente al controllo dell’Agenzia delle Entrate e, di conseguenza, al pericolo di pesanti sanzioni in caso di errore.

Posta in questi termini, la novità del 730 ci sembra più uno strumento per fare cassa (attraverso minori rimborsi o maggiori sanzioni) che una reale agevolazione al contribuente.

A questo punto cosa conviene fare? Sicuramente è meglio utilizzare gli strumenti degli anni precedenti e, se vogliamo beneficiare di questa novità, rimandare tale valutazione all’anno prossimo, quando le norme saranno più chiare e i professionisti avranno acquisito una maggiore conoscenza dello strumento.

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