STUDIO LEGALE
SCAFETTA

Danni ai cittadini per l'emergenza rifiuti? La Tarsu può avere uno sconto del 40%

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Diritto immobiliare

Sconto del 40 per cento sulla Tarsu se l’emergenza rifiuti diventa disservizio per il contribuente.

Fino ad oggi non erano previste decurtazioni, ma la Corte di Cassazione, con la sentenza 22531/2017, ha dato il via a un nuovo modo di tassazione sulla spazzatura più equo per i cittadini colpiti in molte città da questa emergenza, e forse farà da apripista a una pioggia di ricorsi.

La Suprema Corte ha accolto in particolare il ricorso dell'hotel 'Britannique' di Napoli, uno dei più noti alberghi della città, al quale era stata negata la riduzione perchè il Comune non aveva alcuna colpa "delle note disfunzioni".

Un ricorso della società alberghiera contro un verdetto della Commissione tributaria della Campania che aveva ritenuto legittimo un avviso di pagamento per la Tarsu del 2008 proprio mentre in quelle aree era nel pieno l'emergenza rifiuti.

La Cassazione ha così deciso di ribaltare parzialmente la decisione con un'ordinanza ad hoc: "la riduzione della tariffa, in misura non superiore al 40 per cento, come prevede la legge – hanno stabilito gli ermellini - spetta per il solo fatto che il servizio di raccolta, debitamente istituito e attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità regolamentari relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta; così da far venire meno le condizioni di ordinaria e agevole fruizione del servizio da parte dell’utente".

Non solo, secondo la Suprema Corte, tale sconto serve per “ripristinare, in costanza di una situazione patologica di grave disfunzione per difformità della disciplina regolamentare, un tendenziale equilibrio impositivo, entro la percentuale massima discrezionalmente individuata dal legislatore, tra l’ammontare della tassa comunque pretendibile ed i costi generali del servizio nell’area municipale, ancorchè significativamente alterato".

Il Comune di Napoli nel controricorso aveva tentato di difendersi obiettando che il requisito della "imprevedibilità" del disservizio era evidente dato che "l'intera materia e le connesse competenze decisionali erano in capo al commissario straordinario, articolazione della presidenza del Consiglio dei ministri, e che il Comune di Napoli certamente non avrebbe potuto prevedere che gli impianti di raccolta Rsu, di competenza del commissario straordinario, si sarebbero saturati a causa del mancato completamento del ciclo di lavorazione dei rifiuti alla termovalorizzazione".

Tesi che non ha però convinto la Suprema Corte, poiché il requisito della 'non prevedibilità' e 'non prevenibilità dell'evento costituito dalla protratta disfunzione, è “estraneo alle fattispecie che danno titolo alla riduzione della tassa.

Tanto più che la Tarsu viene introitata, pur in regime di commissariamento del servizio, dall'amministrazione comunale".

Dura la reazione di molte amministrazioni comunali, che sostengono come la sentenza crei un precedente che rischia di innescare una serie di battaglie legali per avere uno sconto sulla tassa dei rifiuti in caso di disagi determinati da un servizio inefficiente.

In ogni caso comunque, andrà stabilita l'esistenza di un disservizio grave, e prolungato nel tempo, nella raccolta dei rifiuti tale da aver fatto scattare l’allarme sanitario, anche quando la debacle avviene durante il commissariamento della raccolta rifiuti.

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