
Racconto di viaggio, estate 2025
Come ogni estate, arriva quel momento in cui sento il bisogno di partire. Non solo per staccare, ma per rimettere insieme i pezzi, per cercare quel filo sottile che unisce l’intensità della mia vita professionale con la parte più intima di me. E così, anche quest’anno, è nato un itinerario. Non una fuga, ma un cammino. Un attraversamento. Un racconto.
La Provenza mi ha accolta con le sue pietre calde, le piazze assolate, le voci lontane. Ad Avignone, tra il Palazzo dei Papi e quel ponte che sembra finire a metà dei sogni, ho sentito l’inizio di qualcosa. Una promessa. Nei borghi del Luberon — Gordes, Roussillon, L’Isle-sur-la-Sorgue — ho camminato lentamente, lasciando che le mani si posassero sulle persiane color lavanda e il cuore si riempisse di silenzi profumati.
Poi, la Borgogna. Beaune mi ha regalato eleganza e profondità , con i suoi tetti smaltati, le cantine scavate nella roccia, i vini che raccontano la terra da cui nascono. Ma è lungo la Route des Grands Crus che ho provato un senso quasi mistico: i vigneti ordinati come pagine di un libro antico, il vento tra i filari, la perfezione di un paesaggio che conosce la misura.
Ma è nello Champagne che ho sentito davvero di essere nel mio luogo. Reims mi ha travolta: la cattedrale gotica, maestosa e silente, le voci della storia che sembrano riecheggiare sulle vetrate. E poi le maison. Le bollicine. La Champagne è femminile, elegante, fortissima. Visitare Veuve Clicquot, Pommery, assaporare ogni sorso come fosse una scelta, un’affermazione. Non ho semplicemente bevuto Champagne: l’ho onorato.

La Loira è arrivata come un sussurro fiabesco. Castelli che sembrano usciti da un libro per sognatori: Chambord, con la sua architettura impossibile. Chenonceau, ponte di pietra e di donne. Amboise, con l’ombra di Leonardo. Tutto lì sembra fatto per chi sa ancora meravigliarsi. Ho dormito tra mulini restaurati, colazioni nel verde, fiumi che non fanno rumore. E io, immersa.
Poi la Normandia, terra di vento e memoria. Rouen mi ha parlato con la voce di Giovanna d’Arco, con i suoi quartieri medievali e il cielo sempre mobile. Caen, invece, è stata lo specchio della Storia: dura, commovente, necessaria. Al Memoriale ho visto visi, lettere, storie: non si esce uguali da certi luoghi.
E quando pensavo che nulla potesse più stupirmi, è arrivato Mont Saint-Michel. La marea che sale, il silenzio che avvolge, le luci della sera che sembrano accendere ogni pietra. Ho dormito dentro le sue mura, tra canti e nebbie, realizzando un desiderio che avevo da quando ero ragazzina. Certe promesse fatte a se stessi sono le più importanti.
Cancale mi ha sorpreso con la sua bellezza semplice. Ho mangiato ostriche al bordo dell’acqua, mentre Panfilo osservava curioso ogni gabbiano. Era tutto così naturale, così vero. E poi Saint-Malo. La città corsara, fortezza dell’anima. Ho camminato sulle sue mura come chi sa che ogni viaggio ha un finale, ma non una fine. Saint-Malo ti resta addosso. Come il sale.
Infine, Chartres. Ultima carezza. La sua cattedrale mi è sembrata sospesa, intatta, quasi irreale. Un luogo per chi crede che la bellezza sappia anche tacere. E poi il volo da Orly. Il ritorno.
Cosa mi porto a casa?
Tutto. I chilometri. I tramonti. I calici. Le pietre. Le maree. I respiri. Le parole non dette. I pensieri maturati nel silenzio delle abbazie e tra le righe di un menù. È stato un viaggio che non ho solo fatto: l’ho vissuto. L’ho lasciato entrare.
E so che, come ogni anno, qualcosa di me è rimasto là .
Ma qualcos’altro, di più prezioso, è tornato indietro con me



Un racconto intriso di passione che solo una persona dalle mille risorse può percepire e comunicare a chi è in grado di comprendere il linguaggio delle emozioni
Come sempre Michela trasformi in poesia ogni luogo che già di suo ha la magia intrisa nella sua naturale bellezza. Ci lasci viaggiare con te e guidarci nella miriade di emozioni che hai provato suscitando,in chi come me ti ha letto, la stravolgente voglia di ripercorrere il tuo cammino sperando di avere la stessa sensibilità lasciandosi trasportare e inebriare dai colori,i profumi, la storia e non in ultimo….le bollicine
I suoi viaggi, descritti sempre con un linguaggio semplice e raffinato, sono affascinanti e coinvolgenti. Le foto poi sono molto originali e ben fatte. Insomma riesce a renderci partecipi di una parte dei suoi meravigliosi viaggi.