
Tribunale di Roma – Sezione VIII Civile
Sentenza 28 settembre 2025 – Giudice: Dott.ssa Andreina Gagliardi
La storia
Nel 2016, una cliente arrivò nel nostro studio dopo aver vissuto una vicenda terribile. Aveva comprato una casa per il figlio, spendendo oltre 300.000 euro, ma per una serie di gravi errori commessi dal notaio e dal precedente avvocato, quell’acquisto si trasformò presto in un incubo.
Il venditore era sposato in comunione dei beni, ma questo non era stato verificato. Pochi mesi dopo, la moglie reclamò la propria metà della casa, chiedendo la nullità della vendita. Ne seguì una causa che la cliente perse, perdendo con essa la casa, i soldi e la serenità.
Quando si è rivolta a noi, era sfiduciata e provata. Abbiamo studiato la vicenda, analizzato ogni atto, impugnato la vecchia sentenza e avviato nuove cause, sia contro il venditore che contro chi aveva sbagliato a difenderla. È stato un percorso lungo quasi dieci anni, ma non abbiamo mai smesso di crederci.
La decisione del Tribunale
Con sentenza del 28 settembre 2025, il Tribunale di Roma – Sezione VIII Civile, nella persona della Dott.ssa Andreina Gagliardi, ha finalmente riconosciuto le ragioni della nostra assistita.
Il giudice ha stabilito che la vendita era inefficace e che quindi tutte le somme versate dovevano essere restituite. Ha inoltre riconosciuto che il comportamento del venditore era stato in mala fede, e che la perdita della casa aveva causato danni economici e morali molto gravi.
In sintesi, il Tribunale ha condannato le controparti a:
– restituire € 250.000,00 come prezzo della casa;
– restituire € 50.000,00 versati per la cessione del contratto preliminare;
– rimborsare le spese notarili;
– risarcire oltre € 60.000,00 per danni patrimoniali e morali (incluso il danno esistenziale, cioè il dolore e il disagio causato dalla perdita dell’abitazione familiare).
Il valore della sentenza
Questa sentenza dimostra che la giustizia può arrivare anche dopo molti anni, ma arriva. Restituisce dignità a una persona che aveva perso tutto, e conferma un principio importante: quando un contratto di compravendita perde efficacia, chi ha pagato ha diritto a riavere quanto versato, e se il venditore ha agito in mala fede, deve rispondere anche dei danni morali e materiali.
Per noi è una vittoria che vale doppio: non solo giuridica, ma umana e morale. Perché abbiamo creduto nella nostra cliente anche quando lei aveva smesso di credere in noi. E perché la giustizia, anche se lenta, premia sempre la verità.


